Tulipomania

I tulipani di Messer Tulipano

E’ meraviglioso fuggire dalla città per qualche ora un venerdì mattina di aprile, quando tutto il resto del mondo è al lavoro o a scuola, e arrivare a Pralormo, nell’antico parco del castello medievale, dove, come ogni anno, si svolge “Messer Tulipano”, l’evento più colorato della primavera piemontese: una fioritura di decine di migliaia di tulipani e di narcisi, suddivisi per sfumature cromatiche in enormi, caleidoscopiche macchie che fluiscono sensuali, con le loro morbide curve, tra querce, cedri, tigli e aceri secolari, nell’immenso prato, come un inesauribile fiume di gaiezza, senza sorgente e senza foce.

I tulipani di messer tulipanoI tulipani di messer tulipanoI tulipani di messer tulipano

“Lustrati gli occhi anche per me”, mi scrive un’amica. E’ vero: lo sguardo resta abbacinato di fronte a una simile esplosione di fioritura, che si svela d’improvviso al visitatore poco oltre il muro di cinta della proprietà. E’ una sorprendente tavolozza di colori, alla cui intensità gli occhi non sono preparati, soprattutto se si proviene dal breve camminamento immerso nel verde cupo e ombroso del bosco selvatico che circonda la recinzione.

I tulipani di messer tulipano

I tulipani di messer tulipano

I tulipani di messer tulipano

Alla vista di questo prodigio della Natura, non stupisce che da quattrocentoventi anni gli Europei non abbiano mai smesso di amare i tulipani (il primo tulipano in Europa fu piantato nei giardini botanici di Leiden nell’autunno del 1593 e fiorì, esattamente 420 anni fa, nella primavera del 1594: si veda l’articolo pubblicato nel settembre 2013 su questo blog “Buon compleanno, signor Tulipano”).

I tulipani di messer tulipano

Il percorso prosegue nell’orangerie del castello, dove è allestita una mostra di giardini in miniatura, vero e proprio esercizio di fantasia artistica coniugata all’amore per il verde.

I tulipani di messer tulipano

I tulipani di messer tulipano

I tulipani di messer tulipano

 

I tulipani di messer tulipano

I tulipani di messer tulipano

L’interno dell’edificio ospita una pregevole esposizione di “giardini da tavola”, tanto in voga nel Settecento. Si tratta di composizioni di piccoli contenitori e statuine, normalmente in vetro o in ceramica, destinati a decorare un desco particolarmente raffinato.

I tulipani di messer tulipano

Tornato nel parco, incontro un’oca che passeggia indisturbata, inconsapevole della bellezza circostante e della propria stessa bellezza e forse per tale ragione così serenamente indifferente alla fugacità di questo momento, che io cerco, quasi con cupidigia, di immortalare nella mente e nelle fotografie.

I tulipani di messer tulipano

Perché “fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale” (Henri Cartier-Bresson).

I tulipani di messer tulipano

Buon compleanno, signor Tulipano!

Il primo tulipano in Europa fu piantato nei giardini botanici di Leiden nell’autunno del 1593, esattamente 420 anni fa, e fiorì nella primavera del 1594, grazie alle attente cure del botanico fiammingo Carolus Clusius.

Si tratta di un fiore estremamente versatile, proveniente dall’Asia centrale e dalla Persia e giunto sino in Turchia. Qui, nella metà del Cinquecento, fu ammirato dall’ambasciatore fiammingo Ogier Ghiselin de Busbecq.

Spettacolare distesa di tulipani

Spettacolare distesa di tulipani.

Invitato alla corte di Costantinopoli dall’imperatore d’Austria Ferdinando I per negoziare la pace con il sultano Solimano II il Magnifico, de Busbecq, appassionato di botanica, ebbe occasione di notare, nonostante l’inverno, straordinarie fioriture di tulipani. Decise quindi di acquistare dei bulbi che … gli costarono una fortuna.

I bulbi arrivarono nelle mani di Clusius, all’epoca sovrintendente dei giardini imperiali di Vienna e poi, nel 1593, furono dallo stesso Clusius portati a Leiden, dove furono oggetto di attenti esperimenti di coltivazione.

Ben presto emerse come la propagazione per seme richiedesse tempi molto lunghi: dal momento della semina devono, infatti, passare almeno cinque anni prima della formazione dei bulbi che produrranno i fiori. Inoltre i tulipani, come tutte le bulbose, creano da soli le proprie rarità, sviluppando autonomamente nuove forme e nuovi colori, assolutamente inaspettati, a causa di virus che modificano direttamente le informazioni genetiche (così si verificano, ad esempio, la piumatura, ovvero lo sfrangiamento dei petali, e  la fiammatura, ossia la sfumatura cromatica dei petali). Per questo, fino al momento della fioritura, non si può immaginare quale sarà il risultato della coltivazione. In molti casi, i bulbilli danno piante con caratteristiche diverse da quelle della pianta madre e possono generare nuove varietà.

Così, per questa sua sorprendente mutabilità, il tulipano ben presto dilagò in tutte le corti europee, che non badavano a spese pur di accaparrarsi gli esemplari più rari. Le dame aristocratiche si ornavano di tulipani, i pittori li raffiguravano nei loro dipinti (non a caso i tulipani screziati e variegati in diversi colori vengono ancor oggi chiamati Rembrandt). Più che una moda, il tulipano rappresentò un vero fenomeno di fanatismo culturale, oltre che economico: dal 1634 al 1637 l’Europa fu attraversata da una vera e propria “febbre del bulbo”, una “tulipomania”, una follia collettiva per cui un bulbo di tulipano era meglio che moneta sonante. Le fonti di quell’epoca narrano che un solo bulbo di tulipano fu scambiato per … 36 botti di frumento, 72 di riso, 4 buoi, 12 pecore, 8 porci, 2 botti di vino, 4 di birra, 2 tonnellate di burro e dieci ettari di terreno pianeggiante. Fu la prima bolla speculativa della storia.

Nel 1637 fu emesso un decreto per calmierare i prezzi e – come sempre accade in casi del genere – molti investitori andarono in rovina.

Oggi il tulipano è diffuso in tutto il mondo, non arreca più scompensi economici, ma la sua sorprendente bellezza continua ad incantare donne e uomini di ogni generazione.

Fiori di tulipano

Qualche consiglio per la coltivazione: i bulbi vanno piantati a una profondità uguale alla loro altezza e a una distanza appena superiore al loro diametro, così da ottenere una fioritura fitta, quasi coprente. L’impianto va effettuato nella stagione autunnale per la fioritura primaverile e in primavera per la fioritura estiva. Il terreno deve essere concimato e un po’ sabbioso, per evitare ristagni idrici. Esistono in commercio appositi strumenti per la messa a dimora dei bulbi (c.d. piantabulbi). I bulbi vanno annaffiati abbondantemente solo in fase vegetativa (cioè da quando mettono le foglie). Dopo la fioritura, i bulbi vanno lasciati nel terreno finché le foglie si sono seccate, per consentire al bulbo di ricostituire le riserve necessarie per la successiva fioritura. Se questa fase vuole essere affrontata in vaso, occorre estirpare i bulbi con tutte le loro foglie e riporli in un terriccio torbato e umido (le foglie debbono sempre restare all’aria). Quando la pianta è a riposo, cioè quando le foglie saranno completamente avvizzite, bisogna estrarre i bulbi, liberarli dalle foglie, pulirli da radici e pellicole morte e conservarli in scatole di carta in luogo fresco e asciutto.

Allora, buon compleanno, signor Tulipano!