La vecchia thuya e il suo disco di radici: una storia di libertà.

Per dodici anni una grande thuya orientalis ha decorato il mio terrazzo in un altrettanto grande vaso di terracotta. Bella, fiera e verdissima, la scorsa primavera aveva dato alcuni segni di cedimento: la chioma si era diradata e il colore appariva come sbiadito. In autunno la decisione: via dal vaso e giù nella terra piena.

Thuya orientalis

Appena estratta la thuya, alla base rotonda nella parte interna del vaso, c’era una matassa ordinata di radici cresciute in una forma a spirale e stratificatesi a formare un disco, drammatica e viva testimonianza della ricerca incessante, caparbia, orgogliosa della libertà compiuta nell’arco di lustri da questa mite creatura.

Thuya, radici

La thuya è rinata in un angolo del giardino. Il suo vecchio disco di radici è finito sotto vetro in una cornice, con questa dedica: “ora sei nel mio giardino, nella terra senza pareti, ora so che potrai vedere mio figlio crescere e forse anche i suoi figli. Ed io ti stimo per la tua capacità di lottare e di soffrire in silenzio, con la chioma protesa verso il cielo come la punta di una freccia, o Essere dalla sovrumana dignità”.