Orto-cultura

La dolce ripresa della Stevia

E’morta. E chi la conosceva. Una piantina comprata dal fioraio, senza etichette, solo il nome ‘Stevia’, nessun segno particolare. Comprata perché ondate new age la santificano come il dolcificante naturale che deve contrastare le lobby dello zucchero.

Stevia rebaudiana

Allora eccola qui, in estate, tutta verde, lancia rami e foglie, boh, si fermeranno, farà un cespuglio, un arbusto, si clona, si mangia, sì, almeno quello lo sappiamo e l’abbiamo offerta agli amici con le fogliette dolci. Poi l’autunno coi fiorellini bianchi, tantissimi, in cima ai rami nuovi, qualche ape viene a visitarla. Ecco l’inverno che magari non esiste là dove vive. Rinsecca, passano i giorni, io indaffarato in altri problemi, lei sul terrazzo a perdere vigore, fiori, foglie, tutto marroncino. Cade la prima neve, rimangono gli stecchi come frasche sul ciglio della strada. Ora tutto tace nel freddo e buio. Arriva l’anno nuovo, che fare? il vasetto è nero di terra, nemmeno i muschi l’hanno coperto, tiro via i rami secchi, si sfilano senza nemmeno un’esitazione vitale, senza una speranza radicata. Solo terra. Niente altro. Tutto morto. Ma era una perenne o una annuale? boh, forse bisogna leggere prima di comprare, però qualcosa ho letto, semi-perenne, ma quindi la mia è ‘semi’ o ‘perenne’, chissà, però è solo un vasetto, certo trascurato, lì, al fondo della scaletta. Ma ora posso prendere la terra, era terriccio buono, o devo aspettare. Tanto, uno nella giornata è indaffarato in altre cose, e il sole tarda a scaldare. Nelle bancarelle si iniziano a vendere le prime primule mentre i ciclamini sono ormai in offerta. Allora che fare? Si smonta tutto? Ma sì, teniamo ancora un po’ sto vasetto, tanto ho altra terriccio. Ogni tanto sbircio nella terra, rinasce di tutto, infestanti rapidissime, foglioline conosciute, minuscoli segni di altre forme di vita e anche visitatori inopportuni dei vasetti curati.

Poi un giorno…aspetta un po’…guardiamo meglio…ma ste due minuscole foglioline…mai viste fatte così…un po’ carnose e tonde… una lieve bordatura di rosso…proprio al centro del vasetto…sai fosse di lato allora…ma qui è il centro centrissimo… no no no…mai viste prima…aspetta…aspetta, eh sì, eppure…veramente al centro…domani ripasso…sono sempre lì…un po’ dure…non certo le solite infestanti…

Stevia 

Passano i giorni, certo, la riconosco, ora sì, ho fatto bene, è proprio la dolce Stevia, si è ripresa il suo vasetto, evviva. Ecco le foglie che si ingrossano, di quel verde di vita, di quella linfa dolcissima. Allora bisogna volerle bene subito, eccoti l’acqua, la vuoi zuccherata? Ah no, non creiamo conflitti d’interessi. Eccoti i tuoi nutrimenti, eccoti la luce, cosa preferisci il sole? La mezz’ombra? vuoi una coperta di sera? ti canto la ninna-nanna? Fa ancora freddo la notte, ti trovi bene? Vuoi un angolo diverso, vuoi degli amici vicini? Ti piace il verde?  Preferisci dei fiori? Vuoi delle api questo autunno? Dimmi dimmi…

Stevia

Ed ecco passato un altro mese. Le tue foglie sono ormai carnose e verdissime. Dalla base partono rami, diventerai un cespuglietto: allora ti preparo un vaso più decoroso, ti metto il terriccio come piace a te, ti rendo l’angolo dolce del terrazzo, ti ricavo uno spazio più degno. Speriamo di passare tanto tempo insieme…

Orto urbano

Orto urbano

L’orto urbano risponde a diverse esigenze dell’uomo contemporaneo: regala momenti di rilassamento durante la coltivazione, favorisce un’alimentazione sana, evita le code al supermercato e consente anche un certo risparmio di denaro.

Orto urbano

Prima di mettersi all’opera, occorre pensare alla posizione del futuro orto e al tipo di recipienti che saranno utilizzati.

Possiamo creare un orto urbano praticamente in qualsiasi posto: un piccolo giardino, un patio, una terrazza, un balcone. L’importante è disporre di un luogo con  luce diretta. Quasi tutte le piante da orto saranno tanto più rigogliose quanto più saranno in posizione luminosa. Nel mio piccolo giardino di città ho poche ore di sole (quelle mattutine) e molta ombra, anche a causa degli alberi ad alto fusto che lo popolano e per questo motivo rinnovo le piante da orto ogni due anni o anche di stagione in stagione.

Orto urbano

Ogni contenitore è potenzialmente adatto a realizzare un orto urbano.

Oltre ai tavoli da coltivazione, alle classiche fioriere e ai vasi di ogni tipo e stile, modernissimi o elegantemente vintage, si possono usare i manufatti di recupero più vari.

Orto urbano Schermata 2014-04-28 alle 18.19.05 Schermata 2014-04-28 alle 22.47.17

Cestini in legno, cassette della frutta, bottiglie, sacchetti di tela o di plastica, scatole di latta e persino vecchie vasche da bagno, cassetti di antichi comò, canoe dismesse possono ospitare ordinati filari di ortaggi e di piante da frutto: tutto dipende dallo spazio disponibile e dalla fantasia dell’ortolano urbano.

Orto urbanoOrto urbanoOrto urbano

 

Nel concepire un orto, è importante un corretto abbinamento delle piante affinché le diverse varietà che condividono lo spazio non si pongano tra loro in competizione a caccia di luce e di sostanze nutritive. L’ideale è combinare delle radici – come ravanello, cipolla o carota – con piante da foglia – come lattuga o bietola. Dietro le stesse, si potranno collocare poi coltivazioni verticali, come pomodoro, fragola o mais.

Orto urbanoOrto urbano

Nell’orto urbano consiglio di collocare anche alcuni fiori.

La calendula, per esempio, produce fiori commestibili e, cosa assai interessante, attrae gli eventuali parassiti dell’orto, permettendo alle altre piante di crescere tranquille senza l’ausilio di antiparassitari, molto spesso tossici per il consumo alimentare umano.

Il nasturzio, detto anche capucine, produce dei bellissimi fiori, ottimi nell’insalata e forieri di vitalità e ottimismo.

Forse, però, dimenticavo l’ingrediente più importante per ottenere, nell’orto urbano come in ogni attività della vita, i risultati migliori: l’amore.

E come l’amo il mio cantuccio d’orto,
 

col suo radicchio che convien ch’io tagli 
via via; che appena morto, ecco è risorto:

o primavera! con quel verde d’agli,
 coi papaveri rossi, la cui testa
 suona coi chicchi, simile a sonagli;

con le cipolle di cui fo la resta
 per San Giovanni;

con lo spigo buono,
 che sa di bianco e rende odor di festa;

coi riccioluti càvoli, che sono 
neri, ma buoni;

e quelle mie viole 
gialle, ch’hanno un odore… come il suono

dei vespri, dopo mezzogiorno, al sole 
nuovo d’aprile;

ed alto, co’ suoi capi
 rotondi, d’oro, il grande girasole

ch’è sempre pieno del ronzìo dell’api!

(da “L’ oliveta e l’ orto” di Giovanni Pascoli)

Orto urbano

Attrezzi da giardino

Attrezzi da giardino

Secondo un vecchio adagio, “i buoni attrezzi fanno il buon giardiniere”: tridente, pala, zappa, rastrello, forbici sono alcuni dei numerosi attrezzi da giardino senza i quali i giardinieri sarebbero in grave difficoltà.

attrezzi da giardinoGli uomini utilizzano gli attrezzi per coltivare la terra sin dalla preistoria. I primi agricoltori utilizzavano attrezzi in legno e in pietra dei quali sono state trovate, in alcune grotte, rappresentazioni di epoca paleolitica, risalente, cioè, a circa quarantamila anni prima di Cristo.

Durante i secoli, l’uomo non ha mai smesso di migliorare i propri utensili e le proprie tecniche di coltura. La pala, la vanga, la zappa hanno fatto fare enormi passi in avanti alla società agricola. Questi attrezzi, utilizzati dalle legioni romane per costruire i loro campi militari, vennero adottati rapidamente dai coltivatori per lavorare la terra a scopi agricoli.

A partire dal Rinascimento, la moda dei  giardini ornamentali  favorì la comparsa di nuovi attrezzi da giardino, come le cesoie e il coltello da potatura, indispensabili per l’ars topiaria, tanto in voga nei giardini di Corte.

Soltanto il XX secolo vide la democratizzazione del giardino ornamentale, il quale, da luogo tradizionalmente riservato alle classi privilegiate, divenne accessibile a tutte le fasce della popolazione, per lo più dedite alla coltivazione di piccoli spazi. Gli attrezzi da giardino, pertanto, vennero declinati in dimensioni ridotte.

attrezzi da giardino

Oggi la nuova frontiera del giardinaggio è l’ortoterapia (Horticultural Therapy: “mi curo nel giardino e con il giardino. Io curo le piante, loro aiutano me”), valido ausilio alle cure farmacologiche e psicoterapeutiche per molte forme di disagio psichico, come ormai riconosciuto dalla moderna scienza psichiatrica. Guidare l’evoluzione di un angolo verde – giardino, terrazzo, veranda – è, infatti, una delle più efficaci vie di rilassamento mentale. Toccare la terra, lavorarla, sentirne il profumo, assecondare i ritmi di crescita delle piante sono attività che costituiscono un potente alleato contro lo stress perché, fondamentalmente, insegnano a trovare un equilibrio tra timori e speranze.

Il terreno (inteso, in senso ampio, come substrato di coltura, e quindi come terra da giardino o terriccio da vaso) ha bisogno di essere pulito, drenato e arieggiato per assicurare che alberi, arbusti e prato abbiano acqua, ossigeno e nutrimento a sufficienza. Le attività volte ad ottenere tali risultati, se effettuate con l’attrezzo giusto, saranno facili e divertenti.

Nella scelta degli attrezzi da giardino bisogna cercare innanzitutto caratteristiche di robustezza e maneggevolezza.

Sicuramente il metallo più adeguato a soddisfare tali esigenze è l’acciaio inox per le sue eccezionali caratteristiche di indeformabilità e di inattaccabilità dalla ruggine. Quanto ai manici, il legno è certamente il materiale da privilegiare sia per la sua maneggevolezza sia per la sua robustezza.

Il kit essenziale per l’amante del verde è costituito da paletta, zappa, rastrello e tridente.

attrezzi da giardinoLa pala (paletta se di piccole dimensioni) è particolarmente adatta alla lavorazione di terreni compatti e argillosi e serve a rivoltare le zolle, a romperle e a preparare il terreno per la semina. Se la forma della lama è sufficientemente rastremata e la struttura dell’attrezzo è sufficientemente ricurva, la paletta può essere utilizzata anche come piantabulbi.

attrezzi da giardino - pala o palettaLa zappa, soprattutto se con lama trapezoidale, viene utilizzata sia per la rottura delle zolle superficiali del terreno in occasione delle concimazioni periodiche sia per la sarchiatura, una lavorazione che consente di estirpare le erbacce e le radici in eccesso e quindi di ripulire e ossigenare il terreno. La forma quadrata della zappa consente anche di delimitare il perimetro delle aiuole.

attrezzi da giardino - zappa o zappettaIl rastrello presenta dei rebbi corti, che servono a livellare il terreno prima della semina, sbriciolare le zolle, coprire le sementi, ripulire la superficie del terreno dalle foglie secche. Se i rebbi sono sufficientemente appuntiti e rigidi, il rastrello può anche essere utilizzato per sarchiature superficiali.

attrezzi da giardino - rastrello o rastrellinoIl tridente o sarchiello è utile – soprattutto se ha rebbi piatti – per dissotterrare bulbi e tuberi. Consente, poi, di effettuare la sarchiatura e di forare periodicamente il terreno in modo da favorire l’aerazione e il drenaggio. Se di grandi dimensioni, il tridente assume il nome di “forcone” e viene anche utilizzato per spostare i materiali organici di risulta (erbe falciate, piccoli rami recisi) e lo stallatico.

attrezzi da giardino - tridente o forconeUn cultore di giardinaggio deve anche avere un bel paio di forbici da giardino. Ve ne sono di vari tipi (per fiori, per siepi, da vigna, per erba). Per recidere fiori e piccoli rami di arbusti, sono consigliabili forbici con le punte sottili. Nel caso si debbano effettuare lavorazioni su siepi, è bene utilizzare forbici abbastanza grandi, con lame o manico piuttosto lunghi

attrezzi da giardino - forbici da giardino felco Per chi pratica il giardinaggio, anche soltanto a livello amatoriale, l’importante, comunque, è possedere forbici di buona qualità, dotate di lame resistenti e ben affilate.

attrezzi da giardino - forbici da giardino felco La manutenzione degli attrezzi da giardino richiede essenzialmente la loro attenta pulizia al termine delle lavorazioni. Le lame vanno lavate e asciugate accuratamente e, nel caso, può essere utile lubrificare le parti mobili e affilare le lame. Gli attrezzi non vanno mai lasciati sparsi per il giardino, ma vanno riposti in un luogo pulito e al riparo dalla pioggia. Con questi piccoli accorgimenti, gli utensili da giardinaggio avranno una lunga durata e manterranno inalterata nel tempo la loro efficacia.

Se, poi, si tratta di attrezzi di design, gli stessi potranno essere collocati ben in vista e così fungere anche da originale elemento decorativo per la casa.

Attrezzi da giardino di design

L’orto del notabile

Nel piccolo comune di Marentino, adagiato sui dolci pendii della collina torinese, non si possono non visitare il palazzo e l’orto di Casa Zuccala, una casa-museo che, nella bella stagione, ogni domenica apre le sue porte agli appassionati di arte e di verde. Si tratta, infatti, di una dimora storica del Seicento, ampliata e restaurata nei secoli successivi, nella quale sono custoditi, con passione filologica, mobili e arredi piemontesi tra il Seicento e il Novecento.

Casa Zuccala di Marentino

Casa Zuccala di Marentino

Un orto di Casa Zuccala

Un orto di Casa Zuccala

Laura, affabile e colta proprietaria, illustra, stanza per stanza, il pregio e il significato storico e artistico di ogni elemento. Da tutti gli angoli della casa promana il fascino delle cose amate attraverso il Tempo perché tramandate di famiglia in famiglia, di generazione in generazione.

La finestra della sala da pranzo occhieggia l'orto

La finestra della sala da pranzo occhieggia l’orto

Di non minore fascino sono i giardini che circondano il palazzo, scrigni di sorprendenti curiosità, come le basi di antichi giochi di piazza realizzate nel giardino dei Tavolieri o come gli orti, vere e proprie collezioni di piante aromatiche disposte con rigore scientifico e coreografica eleganza.

Orto e giardino di casa Zuccala - Particolare

Orto e giardino di casa Zuccala – Particolare

I giardini di casa Zuccala ospitano decine di varietà di salvie, artemisie, viti storiche, peperoni e peperoncini (dal classico capsicum annuum delle cucine nostrane al velenoso “Trinidad Scorpion”, utilizzato per le armi a spray), piante esotiche (zenzero, curcuma, caffè, erba santa, cardamomo, tè), lavande, rosmarini, basilici e mente.

Varietà di Menta

Varietà di Menta

Varietà di Menta

Varietà di Menta

In questo contesto raffinato e suggestivo, lo scorso 28 luglio, in collaborazione, tra l’altro, con il Museo della Menta di Pancalieri, si è svolta la manifestazione “Profumi di Menta”, mostra-mercato dedicata a questa sublime pianta, che porta il nome della ninfa cantata da Ovidio nelle sue Metamorfosi, simbolo della meraviglia che può racchiudersi in una forma insignificante.

Mostra mercato della Menta

Mostra mercato della Menta