Incrostazioni di Natura in San Salvario

Abito il quartiere trendy e sgangherato di San Salvario a Torino, dove immigrazione e business si fondono in oscuri mercimoni e ristoranti carini, dove bici riciclate da irregolari sbandano lungo le viette dell’800 calpestando perfidi porfidi, dove il parcheggio è selvaggio per i troppi dehors che fioriscono d’estate e marciscono d’autunno, dove le meraviglie architettoniche sono nascoste da indecorosi abitanti e dove i troppo furbi coabitano con i grandi lavoratori di tutte le nazioni che sudando e…altro…fertilizzano il suolo. Qui, dove tutto è il contrario di tutto ma il tutto è lo specchio perfetto dell’Italia che arranca, anche qui, ma anche qui, come in tutti gli angoli della penisola, basta cercare, e la natura domina incontrastata sull’inutilità dell’uomo che vive il presente e lascia tracce per il futuro.

fiori a san salvario

Certo, la Natura! tra l’asfalto e le pietre la natura si muove negli spazi umani, dove nicchie di tropico si lanciano al cielo in cerca di luce, dove l’uomo ricopia natura e la natura ricopre l’uomo, dove l’uomo ha creato natura per vivere a contatto con essa, dove la natura ricambia con eterna gratitudine, dove la natura è di pietra ma non nella freddezza marmorea defunta ma nel movimento plastico di chi l’ha ricopiata sulle pareti.

fiori a san salvario

Dove la natura è colorata e si scolora per il tempo, dove la natura è copia del reale in un immaginario pannello sul portone, dove la natura cerca la sua via incrostandosi sui muri, incorniciando finestre e gettandosi a capofitto dalle pareti dei condomini. Anche questa è natura, natura non vivente ma viva per il gesto umano di farla vivere, natura molto umana per la necessità dell’uomo di affiancarsi ad essa e unirsi nel respiro terreno di una città di mattoni e cemento, una natura senza linfa, ma con tanta vitalità generata dal genio dell’uomo di farla apparire.

fiori a san salvario

Bisogna però allenare un po’ l’occhio per vedersi ricoperti di questa natura, è necessario selezionare, guardare con angolature differenti i palazzi, cercare nei pavimenti, negli androni e nei negozi, nelle insegne e nei vari scorci che ci vengono regalati. Poi tutto diventa natura. A questa natura non interessa sei sei spacciatore o ammiratore, questa natura non ti chiede niente in cambio anche se la guardi attratto, questa natura non ha bisogno di seguirti perché sei tu che cerchi lei. Questa natura c’è per tutti perché è la bellezza della natura che si è incastrata nella città e noi possiamo goderne senza chiedere niente a nessuno.