Ispirazione d’Artemisia

Artemisia: nel linguaggio dei fiori simboleggia la beatitudine. Nella storia dell’arte è la tormentata e carnale pittrice caravaggesca. “Artemisia Gentileschi, dal nome favoloso e serico come le pitture del padre, ci pare l’unica donna in Italia che abbia mai saputo cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità; da non confondere adunque con la serie sbiadita delle celebri pittrici italiane” (da “Padre e figlia” di Roberto Longhi, 1916).

Artemisia Gentileschi

Ricetteconlerbette del vostro Vittorio Fiorucci trae spunto dal nome della grande pittrice seicentesca per parlarvi dell’artemisia.

Al genere dell’artemisia appartengono un gran numero di piante (oltre duecento specie), tra le quali vanno ricordate l’assenzio (“wermut” in tedesco, da cui deriverà poi il nome vermouth/vermut per i preparati a base di assenzio) e il genepy (erba alpina distillata in un ottimo liquore digestivo). 
Nelle rive della pianura piemontese, ma in generale, in tutto il territorio italiano, si possono trovare numerose variazioni di questa specie, cresciute spontanee e riconoscibili per il caratteristico odore di vermuth sprigionato dalle foglie. L’artemisia o assenzio o erba madre o erba amara è una pianta erbacea aromatica perenne, d’altezza molto variabile, da 20 a 150 cm, a seconda del tipo di terreno, presenta una colorazione della lamina fogliare differente nelle due pagine: verde quella superiore, grigio biancastra quella inferiore. Le foglie sono picciolate, lobate, e di consistenza setosa per la fitta peluria che le ricopre. Quelle basali sono più grandi e molto frastagliate. I fiori gialli e tubolari sono riuniti in grappoli. Il frutto è un achenio liscio privo di pappo. La radice è un rizoma duro e ramificato. Il portamento è cespuglioso con steli eretti, molto ramosi nella parte terminale. L’odore forte e molto aromatico è d’aiuto nel riconoscimento.

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Fioritura: dalla primavera all’autunno.

Habitat: cresce, infestante, su suoli preferibilmente umidi, presso ruderi, incolti, scarpate e bordi di strade, indifferente al substrato.

Parti da utilizzare: le foglie e le infiorescenze. Possiamo raccogliere l’assenzio due volte l’anno: al termine della primavera ed in autunno. Spiccheremo le cime fiorite che emanano un aroma chiaramente percepibile. Le metteremo a seccare legate in mazzi all’ombra di un portico, oppure se la stagione non è adatta in forno appena tiepido. In mazzi freschi o seccati possono essere usati anche come valido repellente per allontanare le zanzare dalle finestre.

Proprietà: aromatiche, digestive, balsamiche, cicatrizzanti, stimolanti, antisettiche, antispasmodiche, espettoranti e neurotoniche.
Ippocrate la consigliava per far espellere la placenta e Dioscoride per accelerare il parto. Nell´immaginario antico rientrava tra quelle piante adatte a combattere l´epilessia.

Uso popolare: È la base aromatica principale nella preparazione del vermouth (che è il nome tedesco dell’Artemisia maggiore). L’assenzio fu il simbolo del modo di vivere bohemienne ed era la bevanda preferita di artisti famosi come ad esempio Vincent Van Gogh, Toulouse Lautrec ed Ernest Hemingway, che bevevano l’estratto d’assenzio per favorire l’ispirazione artistica. Hemingway dichiarava di amare tale bevanda per i suoi effetti di far cambiare le idee. La bevanda liquorosa fu messa al bando nel periodo della monarchia italiana e rimane tuttora illegale in paesi come gli USA.

Coltivazione: pianta originaria dell’Europa e del Nord Africa, l’assenzio sembra essersi giovato della vicinanza dell’uomo più di altre piante spontanee, infatti in natura non è semplice reperirlo, ma abbellisce non pochi giardini. Non è difficile trovarlo in vivaio dove si è in vendita in barbatelle per nuovi impianti. Ama il terreno ricco, capace di sostenere l’abbondante vegetazione, senza ristagni d’acqua, predilige gli incolti o, meglio, i terreni abbandonati, anche ricchi di scheletro o sassosi, sa adattarsi passando dal suolo argilloso a quello siliceo, ma riesce meglio in terreno leggero. L’esposizione ideale è in pieno sole. La propagazione dell’assenzio può avvenire per semina, in aprile, da effettuarsi in semenzaio con un letto di semina formato da terreno ricco e leggero. Dopo due mesi si trapiantano i giovani soggetti a debita distanza tenendo conto dello sviluppo che avranno, è importante scegliere soltanto quelli più vigorosi. Si può ricorrere anche alla propagazione per via vegetativa ricorrendo alla divisione dei cespi in autunno. L’assenzio non richiede concimazioni se il terreno è adatto e si accontenta dell’acqua meteoriche.

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In cucina, le foglioline dell’artemisia comune, ancora fresche e succose hanno in primavera un aroma fresco e delicato, si possono aggiungere alle insalate oppure si possono tritare e mescolate a uova e formaggi per una torta salata. L’artemisia viene utilizzata anche aggiunta al condimento di carni più grasse come anatra, oca o maiale.

TORTA con l’ARTEMISIA TIPICA VERONESE.

Ingredienti

150 gr zucchero

4 uova intere

1 tazzina di olio d’oliva

scorza grattugiata e succo di mezzo limone

200 gr farina

½ bustina di lievito per dolci

Artemisia tritata (circa 100 gr)

Zucchero a velo per decorare

Preparazione

Montare le uova con lo zucchero. Unire l’olio e mescolare delicatamente facendo attenzione a non  smontare il composto. Aggiungere poi il sale, la buccia e il succo del limone, la farina setacciata, l’erba madre tritata e il lievito unito con un po’ di latte. Imburrare e infarinare uno stampo e versare il composto ottenuto. Cuocere a 180° per circa 30 minuti.

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