Lisbona: verde, giallo e blu

Se chiudo gli occhi e penso a Lisbona, tre sono i colori che mi ritornano alla mente: il blu del cielo, il giallo dei tram d’epoca che mi portano per i pendii sinuosi della città e, da vero blog-trotter di Curiosando in Giardino, il verde dei parchi.

Lisbona

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Nel Barrio Alto, cerco un luogo dove rilassarmi per qualche minuto dopo una memorabile merenda-cena (in piemontese: “merenda sinoira”) a base di pesce in un incredibile locale dominato da una mastodontica piovra marina in cartapesta.

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Dopo qualche passo, ecco che si presenta davanti a me, nel Parco Principe Real (che dà il nome anche al quartiere), una pianta imponente e secolare: si tratta di una Cypressus lusitanica potata ad ombrello che, con suoi 25 metri di circonferenza, è ormai un monumento cittadino, riparo perfetto dal prepotente sole lisboneta.

Lisbona

La cura che è stata dedicata nel corso dei decenni a questo gigante vegetale verde cupo, mi fa pensare che Lisbona non possa non avere un giardino botanico. Ed infatti, a poche centinaia di metri, ne trovo l’ingresso.

Lisbona verde giallo blu

Il Jardim Botânico de Lisboa fa parte del museo nazionale di storia naturale e fu creato alla fine dell’Ottocento, come testimoniano non solo gli esemplari antichi di piante ma anche gli edifici in parte restaurati e in parte avvolti da un’aura di affascinante decadenza.

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La collezione di piante del giardino botanico si estende su quattro ettari nel cuore del Barrio Alto ed è suddivisa in due principali sezioni: la classe, dove le specie sono organizzate secondo la loro tassonomia attorno a un lago centrale, e l’arboretum, che include specie vegetali da tutto il mondo. Non mi stupisce che questo giardino sia stato classificato nel 2010 come monumento nazionale.

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La sola collezione di palme vale la visita.

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Il loro numero e le loro dimensioni mi catapultano in un ambiente tropicale o subtropicale.

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Il verde è accecante.

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Se poi presto attenzione alla lingua portoghese parlata dal personale e da parecchi avventori, mi sembra di essere non in Europa ma a Rio de Janeiro.

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Una dracena vicina all’ingresso principale è grande (a occhio) come il … municipio di Lussemburgo!

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Le radici dei taxodia disticha sembrano dei piccoli elfi.

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All’uscita, ci saluta la rosa antica “belle portugaise” in fiore: una vera principessa.

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Sempre a bordo di un tipico tram giallo, raggiungo il Museu Nacional do Azulejo: una meraviglia totalmente inaspettata e davvero entusiasmante per la ricchezza delle collezioni di azulejos (ceramiche sontuosamente decorate) e soprattutto per il contesto architettonico (cappella di Sant’Antonio e cappella della regina Leonor).

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Anche qui, nel cortile d’ingresso, le palme sono padrone.

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Nel patio retrostante l’edificio, un giardino ombroso con un’antica fontana offre una deliziosa frescura a chi si vuol sedere ed assaporare un ottimo caffè. Sono, di nuovo, abbagliato dal verde.

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Scendo nella “Baixa” e al “Chiado” passando per il quartiere di Alfama, sempre su un vecchio tram giallo. Il Tago, laggiù, sembra il mare. Blu.

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Lisbona verde giallo e blu