L’economa robinia – bonsai

La robinia (sia oppure no un bonsai) è una pianta simpatica che si accontenta di poco e vive in modo molto rustico.

Come sapete è molto diffusa ovunque fino a 1000 m di quota ma è particolarmente nota in Piemonte in relazione alle vigne. Difatti sia la robinia che la vite possiedono robusti apparati radicali e, a parte le finalità totalmente differenti dei due tipi di piante, hanno in comune la caratteristica di stabilizzare i terreni in pendenza. Per cui molto spesso la robinia è utilizzata per rafforzare le scarpate di strade e ferrovie. Inoltre in Piemonte la robinia a causa della sua rusticità e della mancanza di pretese per la sua sussistenza è considerata una pianta economa, perfino avara, da cui è scaturito il detto applicato alle persone molto “parsimoniose” che le qualifica “verdi come una gasia ( gasia, in piemontese è il nome della robinia)”.

I fiori sono commestibili, anche fritti, ma a me piace toglierli uno ad uno dal grappolo e succhiarli dal fondo come farebbe un’ape; sono dolcissimi.

Pur trattandosi di un albero modesto e schivo è comunque presente anche in giardini e parchi. Nell’antico Ricetto di Mazzè, graziosa località  prossima alle rive della Dora Baltea, si può fare una passeggiata intorno al Castello e al parco della “Villa Maria Luisa”. Il percorso di questa passeggiata è descritto in sito internet che porta proprio il nome di “Passeggiata intorno al parco della Villa Maria Luisa e al Castello”. Lungo questo percorso si possono ammirare parecchi alberi “impegnativi” ma anche modeste e rigogliose robinie. Una primavera ne ho trovata una, nata in un mio vaso; il suo seme era arrivato chissà come in quel vaso portato dal vento o da un uccello. L’ho lasciata attecchire bene e crescere per un anno nello stesso vaso, in cui ha trascorso pure l’inverno successivo all’aperto. Nella primavera seguente però l’ho trasferita in un altro vaso per farne un bonsai, quindi ha cominciato a vivere in cattività, se così si può dire.

bonsai, robinia
Dopo un anno dalla nascita della piantina di robinia, può iniziare la realizzazione del bonsai

Ad Aprile l’alberello comincia a germogliare aprendo con lentezza il suo apparato di rami e foglie che si svilupperà in seguito. In questo differisce dagli altri bonsai di essenze nostrane, che sono più rapidi nello sviluppo del nuovo apparato fogliare.

Dopo  circa tre settimane le foglie sono ben sviluppate ed occorre incominciare subito il lavoro di potatura per contenere la vegetazione, che in genere è rigogliosa.

Il bonsai di robinia spiega le foglie
Il bonsai di robinia spiega le sue foglie. Lo ospita un pregiato vaso di legno.

Questa pianticella va tenuta sotto controllo per la rapidità con cui sviluppa i rami che vanno potati di frequente. Inoltre manifesta una particolare sensibilità alla aridità del terreno che segnala tempestivamente con l’abbassare mestamente  i rami. E’ anche sensibile alla luce per cui di sera “ammaina” le foglie e si prepara a trascorrere la notte. Insomma è un bel tipo!

Il vaso, in cui la tengo, merita una considerazione a parte. Infatti mi è stato regalato, ormai da tanti anni, da un mio amico, medico, ormai passato al regno dei più, che coltivava due passioni: i bonsai e i vasi. Si era impadronito della tecnica, si era procurato materiali e attrezzature, compreso un forno di cottura, e si faceva i vasi adatti alla coltura dei bonsai, che poi regalava generosamente a chi condivideva i suoi valori e canoni di vita.

Comunque è una idea che vi passo perché è possibile realizzarla in casa.