L’arancio selvatico detto anche melangolo o merangola

Nell’alba triste s’affacciano dai loro
 sportelli tagliati negli usci i molli soriani 
e un cane lionato s’allunga nell’umido orto
 tra i frutti caduti all’ombra del melangolo (Eugenio Montale, Elegia di Pico Farnese).

Arancio amaro o melangolo o merangola

La pianta della merangola (o citrus aurantium o arancio amaro o melangolo) è un arbusto o piccolo albero, molto ramificato, con chioma rotondeggiante. Le foglie, di colore verde chiaro, hanno la forma ellittica e si divaricano, in prossimità dell’intersezione con il picciolo, in due ali opposte rispetto alla nervatura centrale. I fiori, bianchi, sono molto profumati. I frutti, di colore giallo-arancio vivo, rotondeggianti, hanno la buccia rugosa. Il succo è molto acre e leggermente amarognolo.

Arancio amaro o melangolo o merangola

Fioritura: da aprile a settembre.

Habitat: è specie sempreverde che cresce, anche selvatica, in terreni soleggiati e zone con clima mite in inverno.

Parti da utilizzare: il succo dei frutti, la buccia.

Proprietà: digestive, aromatiche, antispasmodiche, dimagranti.

Uso popolare: il succo è molto apprezzato per aromatizzare bruschette e altre specialità gastronomiche. Con le bucce si preparano marmellate e liquori. Il frutto è coadiuvante nel dimagrimento.

Note: nella zona di Terni molte famiglie coltivavano la merangola nell’orto solo ed esclusivamente per condire i fagioli. I fiori sono utilizzati nel tè, mentre l’olio essenziale ricavato dai fiori viene utilizzato nella preparazione di profumi, liquori e acqua ai fiori d’arancio, utilizzato come aroma per dolci. Nell’aromaterapia, l’olio essenziale viene inoltre applicato sulla pelle oppure inalato per i suoi effetti stimolanti. Sempre l’olio essenziale ottenuto dalla buccia secca viene impiegato come aromatizzante e nei liquori quali il Grand Marnier.

Arancio amaro o melangolo o merangola 

Bruschetta al succo di merangola

Abbrustolite alla brace una fetta di pane casareccio, mettetelo in un piatto, salatelo, aggiungendo poi alcune gocce di succo di merangola e abbondante olio extra vergine di oliva nuovo di frantoio. Volendo, il pane così condito si può rimettere sulla brace in modo da far diventare la bruschetta più croccante. In passato la bruschetta alla merangola veniva offerta nei frantoi oleari ai vari clienti che non la gradivano aromatizzata con l’aglio. Infatti questa pianta, sempre più rara, la troviamo più frequentemente in prossimità dei frantoi oleari della Valnerina ternana.

Arancio amaro o melangolo o merangola

Liquore di Merangola

Mettete in un capiente vaso a chiusura ermetica la buccia di otto merangole avendo cura di togliere la parte bianca e di tagliarle a piccole fettine, assieme a cinque foglie, pulite e lavate. Aggiungete un litro di alcol puro a 95 gradi e 1.200 cl. di acqua. Lasciate macerare per dodici giorni.

Preparare uno sciroppo facendo sciogliere in poca acqua 800 gr. di zucchero aggiungendo 400 gr. di miele d’acacia precedentemente intiepidito in acqua calda.

Quando lo sciroppo è pronto, aggiungetelo al vaso che contiene le merangole e lasciate macerare per altri dodici-quindici giorni. Poi filtrate e chiudete il vaso ermeticamente.

Consumate solo dopo due o tre mesi.

E’ un liquore aromatico e digestivo.

La quantità di zucchero si può aumentare o diminuire, a seconda che il liquore piaccia più o meno dolce.

Arancio amaro o melangolo o merangola