Il sonno d’inverno

Lo sanno tutti: nei climi temperati, alcune piante, durante l’inverno, perdono le foglie e le rimettono nella primavera successiva; se va tutto bene.

Infatti mi è capitato di trovare piante morte all’inizio della primavera dopo un inverno rigidissimo. In un caso particolare, si trattò di un mandorlo e la cosa curiosa consisteva nel fatto che il tronco si era spaccato, probabilmente per il freddo, lungo la sua lunghezza presentando una vistosa fessura. Sembrava una morte improvvisa.

Ma parliamo di bonsai che, come sapete, tengo sempre all’esterno, protetti nei mesi invernali da una modesta piccola serra costituita da un telo trasparente sorretto da un telaio metallico.

Anche questo autunno il tiglio, la robinia e l’acero giapponese hanno perso regolarmente le foglie assumendo il loro aspetto invernale. Ci sono ragioni scientifiche che spiegano questo fenomeno che non si applica alle piante tropicali ambientate nei loro climi e alle piante nostrane che non perdono le foglie; occorrerebbe però capire le ragioni per cui da noi alcune piante perdono le foglie e altre no.

Inoltre le piante tropicali mantengono le stesse abitudini anche quando sono trasferite nei nostri climi. Infatti i miei bonsai di Ficus non perdono le foglie, che rimangono lucenti e carnose anche durante i mesi invernali. Occorre solo stare attenti ai periodi di prolungate temperature sotto zero, anche durante in giorno. In questo caso bisogna proteggere queste piante nel modo adeguato.

D’inverno, le piante cedue entrano quindi in uno stato vegetativo come di sopore, durante il quale la crescita è fortemente rallentata in attesa della prossima bella stagione.

Gli antichi avevano già osservato il fenomeno e lo avevano attribuito a interventi degli Dei. Si narra infatti di Proserpina rapita dal Plutone, dio degli inferi, e rilasciata per sei mesi all’anno per le insistenze della sua madre Cerere. In mancanza di Proserpina, la Natura si addormenta ad attende il suo ritorno per risvegliarsi.

Anche noi mammiferi umani subiamo questo sonno con cadenza giornaliera, senza perdere le foglie ma comunque cambiando gli indumenti! Affrontiamo inoltre, a livello esistenziale, un sonno molto più lungo il cui risveglio può essere gioioso per alcuni e realmente tragico per altri. Ma, al di là dei fatti scientifici, mi sorprende questo spogliarsi delle piante che mettono in mostra le loro nudità senza compromessi.

Bonsai d'inverno Schermata 2014-01-14 alle 17.24.53 Schermata 2014-01-14 alle 17.25.07Durante l’inverno si possono quindi osservare ed anche ammirare le intime giunzioni di rami, curve generalmente celate di altri rami, piccole cavità nella corteccia e tanti dettagli altrimenti invisibili.

Cosa significa tutto ciò: questo denudarsi? Non è per niente chiaro; e non ho trovato risposte.

Anche Nietzsche che amava passeggiare lungamente nei boschi in ogni stagione (anche in Italia) e conosceva perfettamente il comportamento di certi alberi, non si è posto il problema. Parlo di questo filosofo impazzito proprio perché, in quanto pazzo, avrebbe potuto avere la facoltà di spiegare aspetti particolari di cose altrimenti largamente conosciute sotto altre ottiche. O sono più pazzo io?

Nelle foto sopra vediamo la robinia, l’acero giapponese e il tiglio nella loro nudità invernale.

Comunque anche nei boschi e nelle campagne, le piante cedue si mostrano nude senza nessun pudore e con accattivante malizia mostrano dove metteranno le foglie nella prossima stagione, come dicendo guardami bene adesso, ché dopo mi coprirò.

Infatti sui rami sono già presenti le gemme delle foglie future che torneranno a nascondere le intimità delle piante per tutta la stagione di crescita.

Le gemme sono più o meno grandi a seconda del tipo di piante. Esili nell’acero e nella robinia ma turgide e ben marcate nel tiglio.

A questo punto, non ci rimane che aspettare la prossima primavera.