Il piccolo tiglio

Si racconta, ma non so se sia vero, che molto tempo fa Giove ed Hermes si recarono in Frigia sotto sembianze umane. Lo scopo era quello di verificare il comportamento degli abitanti di quella regione, specialmente per quanto riguardava l’accoglienze degli stranieri e in particolare l’ospitalità in senso lato.

Percorsero la regione in lungo e in largo trovando costantemente un atteggiamento ostile e scostante tranne che in casa di Filemone e Bauci.

Questi due coniugi erano già anziani, poveri e senza figli, ma accolsero con calore nella loro poverissima capanna i due ospiti sconosciuti.

Per ricompensarli Giove chiese loro cosa maggiormente desideravano ed essi risposero di poter morire assieme, quando fosse giunto il momento.

Giove li onorò in diversi modi come racconta la leggenda ed esaudì il loro unico desiderio espresso ed alla loro morte li trasformò in alberi: Filemone in quercia e Bauci in tiglio.

Questa leggenda è stata ripresa da Ovidio nelle sua opera intitolata “Le metamorfosi” e viene da sempre raccontata come luminoso esempio di amore coniugale.

Il mito non è andato perduto anche se non è più stato molto frequentato da altri scrittori.

Comunque l’immagine dell’albero del tiglio compare, sia pure raramente nell’araldica medievale, dove viene generalmente usato proprio come espressione dell’amore coniugale.

In tempi più recenti Rubens dipinse l’episodio nel quadro che descrive l’accoglienza fatta dai due anziani coniugi agli sconosciuti visitatori; la fotografia del quadro è sotto riportata.

Attualmente il tiglio è un albero abbastanza comune ed è usato nei parchi ed anche in viali alberati, come ad esempio Torino. Forse il più famoso viale di tigli è quello centrale di Berlino che fu sconvolto, suo malgrado, durante l’epilogo della seconda guerra mondiale

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Per quanto mi riguarda, ho spesso immaginato di fare un bonsai di tiglio, ma ho dovuto aspettare parecchio prima che si presentasse l’occasione propizia.

Una primavera ho notato un piccolissima pianta in un giardino privato ed ho aspettato che le foglie fossero ben aperte per indentificarla come un giovanissimo tiglio.

Ho seguito lo sviluppo di questa pianticella per tutta la primavera, l’estate fino all’autunno quando ha perso regolarmente le foglie. L’ho lasciata lì.

Nella primavera successiva sono andato a controllare come il piccolo tiglio aveva passato l’inverno. Mi sembrò in forma perfetta; quindi ho cavato la zolla che conteneva la pianticella e lo collocata in un vaso.

Ho cominciato, al momento opportuno, a ridurre l’estensione del fogliame che era effettivamente rigogliosa e ho seguito il suo comportamento per tutto il resto dell’anno, con gli interventi che via via si rendevano necessari.

Dopo un ulteriore inverno, questa volta trascorso in vaso, in primavera l’alberello ha messo puntualmente le sue gemme ed ha aperto le foglie.

La fotografia seguente risale al 13 aprile 2013 e mostra come all’epoca alcune gemme erano ancora chiuse, ma parecchie foglie si erano già aperte pur mantenendo ancora una estensione ridotta.

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Successivamente il tiglio ha continuato a crescere espandendo i rami e le foglie al punto di richiedere un severo intervento di potatura.

La foto successiva risale al 24 aprile dello stesso anno, e si può constatare quanto sia cresciuta rigogliosamente la vegetazione in solo una decina di giorni.

La fotografia illustra ampiamente il rigoglio delle foglie e dei rami nonostante la potatura eseguita.

Il tronco si presenta ancora piccolo ma ben tornito con i rami che si protendono saldamente verso l’alto.

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Il vaso è un piccolo vasetto giapponese di 11×15,5 cm di apertura e alto 6 cm.

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