Il giardino di rose, Napoleone e il pittore

Nei primi dell’Ottocento, i Francesi e, soprattutto, l’imperatrice Josephine, moglie di Napoleone, hanno dato forte impulso al giardino di rose. L’imperatrice Josephine ha collezionato rose per i suoi giardini al Castello della Malmaison dal 1805 al 1810. Questa collezione ha fatto sì che i Francesi, e in particolar modo i Parigini, sviluppassero una vera e propria cultura per le rose che ha condotto ad alcuni dei lavori più importanti in materia di ibridazione della rosa proprio durante i primi anni del diciannovesimo secolo.

Giardino di rose

Lo scrittore francese, De Pronville, ha affermato che nel 1814 c’erano solo circa 182 varietà di rose, ma entro la metà del secolo, grazie al grande interesse per la rosa e all’ampio utilizzo delle tecniche di ibridazione, le varietà sono divenute oltre seimila.

Giardino di rose

Il giardiniere dell’imperatrice Giuseppina era un francese di nome Dupont ed egli, assieme a Vilmorin e Descement, fu tra i primi coltivatori di rose da seme.

Giardino di rose Giardino di rose

L’imperatrice Josephine aveva nella sua collezione oltre 150 cultivar diverse di rosa Gallica e la Gallica era considerata un “tesoro” dai vicini Inglesi, nel periodo della Reggenza.

Giardino di rose Giardino di rose

Quando gli eserciti antinapoleonici entrarono a Parigi nel 1815, il giardino di Descement conteneva 10.000 piantine di rose che il grande orticoltore Jean-Pierre  Vibert riuscì a salvare e a portare nel proprio giardino sulla Marna nella campagna francese.

L’obiettivo dell’imperatrice Josephine era quello di collezionare nei giardini della Malmaison, con rigore scientifico, oltre che con passione estetica, ogni specie di rosa conosciuta. Napoleone aveva quindi incaricato la Marina Francese di raccogliere tutte le piante e i semi di rose in quasiasi parte del mondo. In un solo anno, Josephine spese anche una somma astronomica presso vivaisti inglesi, benché la Francia fosse in guerra contro la Gran Bretagna. Nonostante il blocco navale, l’Ammiragliato britannico concesse un salvacondotto ad alcuni florovivaisti per consegnare nuovi esemplari di Rose Cinesi alla Malmaison. I famosi vivaisti inglesi Lee & Kennedy vennero assunti dall’imperatrice per assisterla nella piantumazione di nuove aree del suo giardino di rose.

Giardino di rose

La moda del giardino di rose ben presto esplose presso le fasce più alte della società francese: la più temibile rivale dell’imperatrice in questo campo era la contessa di Bougainville. Ma il culto del giardino di rose non si fermò in Francia e oltrepassò la Manica. Ben presto in Europa il commercio di rose ebbe un ruolo economico rilevantissimo anche se, probabilmente a causa dei conflitti in corso, non si ripeté il fenomeno Seicentesco della tulipomania (vedasi su questo blog l’articolo Buon Compleanno, Signor Tulipano!).

Dupont trasmise questa preziosa eredità ad Alexandre Hardy, che ha operato presso i Giardini del Lussemburgo.

Giardino di rose

Per tutto il diciannovesimo secolo furono coltivate molte varietà di meravigliose, sontuose, resistenti rose antiche con nomi evocativi come Madame Hardy, Felicite Parmentier, Cardinal Richelieu, La Ville de Bruxelles, Tour de Malakoff.

Giardino di rose

Ma la ragione della popolarità del giardino di rose della Malmaison deve anche ricercarsi nell’opera del pittore Pierre-Joseph Redouté, pittore belga, di Saint-Hubert (nel cuore delle Ardenne), che illustrò i capolavori floreali dell’imperatrice offrendoli, nel loro splendore, a tutte le generazioni future. Il lavoro di Redouté, Les Roses, è stato completato dopo la morte di Josephine: i tre volumi di illustrazioni a stampa, realizzati tra il 1817 e il 1824, costituiscono una delle più belle e importanti opere librarie mai pubblicate sulle rose e, con il commento del botanico Claude-Antoine Thory, sono divenuti il testo di riferimento per le rose per molti decenni. Ancora oggi, i volumi del Redouté sono utilizzati per catalogare le varietà di rose antiche.

Giardino di rose

Anche dopo l’esilio e la morte di Napoleone, Redouté ha continuato a dipingere per Louise-Philippe, il nuovo re Borbone, nel 1830. Redouté è morto nel 1840 a ottantuno anni mentre stava dipingendo un giglio. Molte delle “sue” rose vivono ancora oggi nei nostri giardini.

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