Giardini di Firenze: villa della Gheradesca

A pochi metri dal Giardino dei Semplici, in via Capponi, la curiosità m’induce a bussare alla porta dell’hotel Four Seasons, dove scopro un’altra meta imperdibile per chi vuole conoscere i giardini di Firenze: il giardino della Gherardesca. Una sorridente funzionaria dell’elegantissimo albergo mi accompagna, con spontanea cortesia, sino al parco, uno dei più grandi e più belli del centro storico fiorentino.

Giardini di Firenze: villa della Gherardesca

E’ un’oasi di circa quattro ettari e mezzo disseminata di alberi monumentali, di aiuole fiorite, di antichi elementi architettonici e sede, sino a dicembre, della prestigiosa collettiva di arte contemporanea “Dialogue”, curata dallo scultore Ugo Riva. Il “dialogo” è ricercato tra l’opera contemporanea e altra opera dell’antichità, cui la prima è ispirata. Particolarmente rappresentativo di tale impostazione della mostra è il confronto tra la Cyber-Chimera dell’artista Dario Tironi (realizzata con vari oggetti di uso quotidiano, dal phon all’aspirapolvere, dal lettore cd ai pezzi degli scacchi), e la replica bronzea (fornita dalla Galleria Frilli di Firenze) della Chimera etrusca ospitata nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Giardini di Firenze: villa della Gherardesca

Lascia senza fiato la sorpresa di vedere la cupola di Santa Maria del Fiore oltre il poderoso recinto di mura, in mezzo a una incontenibile fioritura di viburni bianchi, in una prospettiva che dà l’impressione di poter quasi toccare il capolavoro del Brunelleschi.

Giardini di Firenze: villa della Gherardesca

La passeggiata nel parco consente di assaporarne non solo la struttura “all’inglese” (con viali, cespugli, alberi messi a dimora in gruppi senza schema) ma anche la perfetta cura di ogni dettaglio e l’inedita fusione tra elementi naturali e antropici, antichi e contemporanei.

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Giardini di Firenze: villa della Gherardesca Firenze 14 lug giard Four Seasons (28) Firenze 14 lug giard Four Seasons (50)

Nelle recensioni del giardino si legge che “l’antico giardino Pinti, già Scala, annesso al palazzo quattrocentesco di Giuliano da Sangallo, è citato dalle fonti come uno dei più belli di Firenze. Il conte Guido Alberto della Gherardesca agli inizi dell’800 trasformò il giardino all’inglese con viali, un laghetto artificiale e una piantagione di alberi d’alto fusto; l’architetto Giuseppe Cacialli progettò un tempietto ionico, con la volta decorata da Antonio Marini, e vi trovarono posto anche un kaffeehaus e un casino corinzio. Antonio Targioni Tozzetti ricorda che verso il 1844 arrivò da Napoli una pianta di mandarino. Nel 1857, il giardino ospitò la quarta Esposizione della Società Toscana di Orticoltura”.

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Ovunque, nel parco, sono collocate le opere scultoree dei Maestri Ugo Riva, Sergio Capellini, Giovanni Balderi e Dario Tironi. Nella maggior parte dei casi, l’opera d’arte è, nel contesto del giardino, una presenza discreta che si lascia scoprire dal visitatore.

Giardini di Firenze: Villa della Gherardesca

Talora, invece, l’opera cattura prepotentemente lo sguardo del passante, come avviene per le tre grandi maschere che, con il loro colore bianchissimo, spiccano sfacciatamente in mezzo al verde intenso del prato (si tratta dell’opera denominata “The Ancient Plastic Society”, realizzata dall’artista Dario Tironi in ferro, paraurti di automobile, giocattoli).

Giardini di Firenze: Villa della Gherardesca

In ogni caso, l’effetto scenografico è assicurato e l’antica bellezza del luogo rispettata.

Davanti alla limonaia neoclassica, si erge, maestoso, un plurisecolare e gigantesco cedro del Libano.

Giardini di Firenze: Villa della GherardescaGiardini di Firenze: Villa della Gherardesca

Non lontano dalla piscina, proietta la sua ombra un monumentale faggio pendulo.

Giardini di Firenze: Villa della Gherardesca

Dietro la cancellata monumentale del Poggi, tra due corpi di edifici, si apre una graziosa fontana con putto.

Giardini di Firenze: Villa della Gherardesca

Sono oltre centoquaranta gli enormi patriarchi verdi che popolano il giardino della Gherardesca (alberi di taxhus baccata, tuia, olea fragrans, ginkgo biloba, sequoia, tiglio) e che protraggono, con paziente saggezza, il dialogo tra la storia dell’uomo e la storia del pianeta che benevolmente lo ospita.

Giardini di Firenze: Villa della Gherardesca

Così, con il profumo delle siepi di bosso nelle narici, mi viene da pensare che il moderno Bellerofonte non debba affatto uccidere la Chimera ma semplicemente trovare con lei un punto di equilibrio. Perché, d’altra parte, chimera è sogno e i sogni vanno preservati.

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