Gaudì e il giardino modernista (quasi) perduto

Se Barcellona è la culla del Modernismo, Antonio Gaudì ne è il padre indiscusso. Davanti alle sue opere più note – la Sagrada Familia, casa Milà, casa Batllò, il parco Guell e le sue ville – si accalcano ogni giorno dell’anno frotte di turisti di tutte le nazionalità, estasiati dalla bellezza di quelle stravaganti forme architettoniche: ma c’è un luogo, nel quartiere di Gracia, fuori dai percorsi di massa, in cui, in una via stretta e popolata di anonimi edifici, è incastonata la prima gemma che Gaudì regalò a Barcellona e al mondo intero: casa Vicens, un incredibile tripudio di azulejos, di colori e di forme che riecheggiano lo stile mudéjar tipico della Spagna meridionale.

Gaudì: Casa Vicens e giardino

Gaudì: Casa Vicens e giardino

Quando lo sguardo si abbassa, lasciando sullo sfondo quelle movimentate pareti, non può non rimanere abbagliato dalla splendida cancellata in ferro fuso a motivi fitomorfi: le foglie delle palme del giardino attorno alla palazzina sono state per sempre sublimate in quella prodigiosa recinzione, che racchiude, ormai, soltanto ciò che resta dell’originario parco, in cui Gaudì aveva costruito una grande e spettacolare fontana, demolita in nome di un’ignoranza supina ed affarista.

Gaudì: Casa Vicens e giardino

IMG_5016 Gaudì: recinzione a palme di Casa Vicens

Casa Vicens non è aperta al pubblico, ma, durante le feste di Natale, Marina e Anna, colte e sorridenti animatrici dell’associazione culturale Artjust, allestiscono per grandi e piccini, nel seminterrato dell’edificio, uno spettacolo musicale pregevole e sorprendente, accogliendo gli ospiti con l’antico suono del psalterium ed accompagnandoli nel piccolo giardino, ancora oggi, nonostante le mutilazioni, scrigno di silenzio, di arte e di frescura nel cuore della movida cittadina.

Gaudì: Casa Vicens e giardino

Gaudì: Casa Vicens e giardino

Gaudì: Casa Vicens e giardino