BBG – Brooklyn Botanic Garden

Il BBG – Brooklyn Botanic Garden è facilmente raggiungibile da Manhattan con la subway (la linea Q è la più veloce): pertanto, durante un soggiorno a New York, il blog-trotter di Curiosando in Giardino non poteva non trascorrervi qualche ora.

BBG - Brooklyn Botanic Garden

Il BBG è il prolungamento ideale, verso sud, di Prospect Park. Fondata nel 1910, questa oasi di pace è un santuario che ospita più di 12 mila specie e cultivar di piante da tutto il mondo.

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Entro dal lato est, arrivando dal monumentale edificio neorinascimentale che ospita il Brooklyn Museum, e mi ritrovo a passeggiare in Osborne Garden, un giardino all’italiana con un vasto prato di smeraldo bordato di azalee e rododendri e un camminamento laterale scandito da pergolati.

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Di qui si accede al Native Flora Garden, che ricrea la flora tipica locale all’ombra di un antico bosco deciduo.

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Il mese di maggio è ideale per una passeggiata nel Cranford Rose Garden sino al Rose Arc Pool.

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Posso ammirare qui una collezione di rose antiche e moderne che inondano di profumo le narici, di colore gli occhi e di gaiezza il cuore.

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La Cherry Esplanade alla fine di maggio è già sfiorita, purtroppo: si tratta, infatti, della più importante collezione di ciliegi da fiore situata fuori dal Giappone.

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Accanto, il viale delle querce (Liberty Oaks), dedicato alla strage dell’11 settembre: una cicatrice che New York non potrà mai cancellare dalla propria pelle.

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Arrivo alla Lily Pool Terrace, dove luccicanti vasche e coreografiche fontane ospitano una magnifica collezione di fiori di loto e ninfee che fanno bella mostra di sé davanti alla serra vittoriana denominata Palm House.

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Entro quindi nel complesso della Steinhardt Conservatory, al cui interno sono ricreati diversi habitat esotici: l’Aquatic House and Orchid collection, il Desert Pavilion, il Tropical Pavilion.

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Mi attardo, in particolare, nel Bonsai Museum, dove rimango affascinato da ciò che resta di un grande bonsai, quasi millenario.

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Riprendo il mio percorso attraversando il Fragrance Garden, dove i profumi della cucina mediterranea prendono vita dal terreno.

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Giungo quindi sino allo Shakespeare Garden, esuberante angolo fiorito in perfetto stile cottage che mi riporta per un momento sulle sponde dell’Avon.

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Da Statford-on-Avon passo direttamente a Kyoto, grazie alle coreografiche prospettive del Japanese Hill-and-Pond Garden, un giardino giapponese disegnato per ispirare tranquillità e per stimolare la riflessione.

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Da ogni punto di questo giardino giapponese mi si offre lo scorcio suggestivo di una Natura tutta idealizzata.

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Mi avvio all’uscita passando nello Steinberg Visitor Center, un edificio altamente innovativo costruito con i più moderni criteri di sostenibilità ambientale.

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Ripiombo, in battito di ciglia, nel vortice chiassoso della City, ripensando alla meraviglia di tutti quei giardini che costituiscono l’anima di un solo giardino.

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Mi dico che voglio ritornaci un giorno di fine marzo, per vedere fiorita Daffodil Hill, la collina dei narcisi.

I wandered lonely as a cloud

that floats on high o’er vales and hills,

when all at once I saw a crowd,

a host, of golden daffodils;

beside the lake, beneath the trees,

fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine

and twinkle on the milky way,

they stretched in never-ending line

along the margin of a bay:

ten thousand saw I at a glance,

tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they

out-did the sparkling waves in glee:

a poet could not but be gay,

in such a jocund company:

I gazed - and gazed – but little thought

what wealth the show to me had brought:

for oft, when on my couch I lie

in vacant or in pensive mood,

they flash upon that inward eye

which is the bliss of solitude;

and then my heart with pleasure fills,

and dances with the daffodils.

(William Wordsworth, 1770-1850)